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Caso Gennuso f.lli Aprile: tutti gli arrestati sono stati scarcerati.

Il Riesame di Catania ha annullato l'ordinanza del Gip Andrea Migneco:

Pubblicato il 14/07/2017

Caso Gennuso f.lli Aprile: tutti gli arrestati sono stati scarcerati.

Tratto da www.diario1984.it - Pachino.La versione accusatoria del deputato regionale onorevole Giuseppe Gennuso e dei suoi due figli, Luigi e Riccardo Gennuso, fa acqua da tutte le parti. E' talmente poco credibile che i giudici del Tribunale del Riesame di Catania (presidente. A. Caruso; giudici, P. Corda e C. R. Ferlito) hanno deciso di annullare l'ordinanza cautelare di custodia in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Siracusa Andrea Migneco, su richiesta del Pubblico Ministero Marco Di Mauro. I giudici del Riesame, accogliendo e condividendo le considerazioni e le lagnanze dell'avvocato Giuseppe Gurrieri, hanno ordinato l'immediata scarcerazione di Claudio Aprile e dei suoi fratelli Giuseppe e Giovanni Aprile. Nei giorni scorsi, su richiesta dell'avvocato Luigi Caruso Verso, il Giudice delle indagini preliminari Migneco aveva tramutato la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella dell'obbligo di presentazione alla Polizia di Stato per Salvatore Midolo, indicato dalle parti offese come l'intermediario, cioè colui che ebbe a chiedere all'onorevole Gennuso di pagare la somma di diecimila euro per la restituzione dei due veicoli agricoli che erano stati nottetempo rubati nella sua proprietà. Il Midolo, però, non si accollò il ruolo attribuitogli dal deputato regionale e dai suoi figli e dichiarava al Gip di essere stato chiamato da tale Piero Giamblanco che gli chiese di interessarsi per fare riavere ai Gennuso il camion Iveco ed il mini escavatore Bobcat, rubati da ignoti ladri in contrada San Basilio,in territorio di Ispica la sera del 30 maggio 2017. Nella denuncia presentata agli organi di Polizia il deputato regionale non aveva parlato assolutamente della presenza di Piero Giamblanco, ma aveva puntato tutte le accuse sul conto di Salvatore Midolo, indicandolo appunto come l'uomo che porta inciso un tatuaggio al collo e che gli avrebbe fatto la richiesta di pagare diecimila euro per riavere indietro i due veicoli agricoli. Addirittura il deputato regionale attribuisce a Salvatore Midolo la proprietà di una Peugeot, a bordo della quale si era svolta la conversazione con il Midolo, quando invece la macchina apparteneva al suo amico e socio Piero Giamblanco. Poco credibili sono apparse ai giudici del Riesame anche le dichiarazioni rese dai figli del deputato regionale, Luigi e Riccardo Gennuso. Entrambi parlano dell'uomo che ha impresso un tatuaggio al collo lato sinistro, ma anche loro non fanno alcun riferimento al Giamblanco e, come il loro padre, attribuiscono al Midolo il ruolo di intermediario quando invece è proprio il Giamblanco a svolgerlo, tant'è vero che è lui a chiede e Midolo di indagare nell'ambiente della mala di Portopalo e di Pachino per fare restituire ai Gennuso i due veicoli agricoli. La versione dei fatti raccontata nella denuncia presentata dall'onorevole Gennuso aveva indotto in errore gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato, che hanno indagato nella sola direzione delle persone accusate dal deputato regionale e dai suoi figli, nonchè il Pubblico Ministero Marco Di Mauro che ha ipotizzato a carico dei fratelli Aprile il reato di ricettazione e in concorso con Salvatore Midolo il reato di tentata estorsione con il metodo del "cavallino di ritorno", e persino il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, che ha emesso il 21 giugno scorso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i fratelli Aprile e la misura cautelare degli arresti domiciliari per Salvatore Midolo. I tre fratelli Aprile, tutti difesi dall'avvocato Giuseppe Gurrieri, e Salvatore Midolo, difeso dall'avvocato Luigi Caruso Verso, sono stati arrestati dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Pachino nella mattinata di venerdì 23 giugno. Giovanni Aprile, 39 anni, Giuseppe Aprile, 40 anni e Claudio Aprile, 34 anni, tutti residenti a Portopalo di Capo Passero e Salvatore Midolo, 44 anni, accusati del reato di estorsione in concorso tra loro,si sono protestati innocenti e sin dal primo minuto hanno contestato la versione fornita dall'onorevole Giuseppe Gennuso e dai suoi due figli. E adesso, alla luce della ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Catania, il deputato e i suoi due figli rischiano di essere incriminati per calunnia aggravata.


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