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Il Sindaco di Pachino risponde ai genitori degli alunni dell'Istituto Sgroi.

"Le decisioni vengono concertate e non calate dall’alto", ha dichiarato il primo cittadino

Pubblicato il 25/09/2017

Il Sindaco di Pachino risponde ai genitori degli alunni dell'Istituto Sgroi.

Tratto da www.siracusanews.it - “La continua e vertiginosa riduzione degli iscritti negli anni ha causato l’accorpamento del plesso Sgroi, nel rispetto delle nuove e rigide normative che prevedono gli accorpamenti degli istituti che non garantiscono dei numeri minimi di iscritti. Non capisco, dunque, cosa c’entri il sindaco“. Il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, rispedisce al mittente le accuse lanciate da un gruppo di genitori degli alunni del plesso Sgroi che oramai fa parte del comprensivo “Vitaliano Brancati”. “L’attenzione rivolta nei confronti delle scuole e degli studenti non solo è stata massima, ma è anche stata concreta e dimostrata attraverso forme di partecipazione dei nostri ragazzi alle attività culturali e sociali organizzate dalla nostra comunità – le parole del primo cittadino – “Gli studenti sono il nostro futuro” è stato uno dei miei slogan, e la mia amministrazione ha sempre operato in tal senso, con azione concrete e non solo a parole: borse di studio ai centisti, Festival Brancatiano, protocollo d’intesa col “Bartolo”, collaborazione al Festival internazionale del Cinema di Frontiera, iniziative a sostegno della legalità e della democrazia partecipata, l’iniziativa “sindaco per un giorno”, predisposizione delle misure sulle indagini antisismiche nelle scuole e presentazione dei progetti a valere sui fondi Miur per la Silvio Pellico, la Brancati ed il plesso di via Mallia dell’istituto Verga. Certo che, se diminuisce il numero di iscritti in una scuola per motivazioni che non mi è dato sapere, e in base alle normative nazionali il plesso viene accorpato con altri istituti, non può certo essere responsabilità di un’amministrazione comunale. Come conseguenza di quanto accaduto (l’accorpamento dovuto a pochi iscritti) l’amministrazione si è semplicemente limitata alla rifunzionalizzazione dei locali di proprietà comunale, evitandone lo stato di degrado e di abbandono per mancato utilizzo e, soprattutto, risparmiando nella locazione di altri immobili in passato destinati ad uffici comunali. A chiarimento di ogni eventuale ulteriore dubbio: ogni azione intrapresa in merito alla nuova dislocazione delle aule è stata sempre frutto di confronto con il Consiglio d’istituto, a dimostrazione che anche in questo settore le decisioni vengono concertate e non calate dall’alto“.


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