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Lo derubano di soldi e passaporti: i Carabinieri arrestano due pachinesi.

La vittima un cittadino extracomunitario, protagonista del furto nel mese di settembre.

Pubblicato il 23/11/2017

Lo derubano di soldi e passaporti: i Carabinieri arrestano due pachinesi.

Tratto da www.nuovosud.it - FONTE QUI Il 21 novembre, all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, i Carabinieri della Stazione di Pachino hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Siracusa nei confronti di Claudio Sipione, 43 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti, e Maicol Zisa, di 24, all’epoca dei fatti già ristretto agli arresti domiciliari, entrambi accusati di rapina e tentata estorsione in concorso. A conclusione di mirata e complessa attività investigativa, i due sono stati di fatto individuati dai Carabinieri quali autori di una violenta rapina in danno di cittadino extracomunitario, durante la quale si sarebbero impossessati dei passaporti della famiglia dell’uomo e della somma contante di 1000€. L’attività d’indagine traeva origine nel mese di settembre scorso quando i Carabinieri della Stazione di Pachino ricevevano la denuncia della vittima, iniziando immediatamente gli accertamenti volti all’identificazione dei rei. Effettivamente le indagini hanno permesso di accertare come Sipione e Zisa, introdottisi nell’abitazione della vittima, rapinavano l’uomo del passaporto suo e dei nipoti, e, della somma contante di 1000€ e, tra minacce di morte e violenze fisiche, tentavano di indurre l’uomo ad abbandonare la casa dove abitavano per permettere l’occupazione a Sipione. Si evidenzia come la vittima, abbia confidato nel celere e tempestivo intervento delle forze dell’ordine e della magistratura, concretizzatosi in maniera efficace, a breve distanza dall’episodio, con l’arresto di Sipione, il quale, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, e con la sottoposizione di Zisa, già ristretto agli arresti domiciliari, alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese.


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