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Parla Antonino Rocca, il proprietario dei cani coinvolti nella tragedia di Zuccaro.

Domani pomeriggio il medico Giuseppe Caldarella svolgerà l'esame autoptico: si capirà cosa è accaduto martedì scorso.

Pubblicato il 04/01/2018

Parla Antonino Rocca, il proprietario dei cani coinvolti nella tragedia di Zuccaro.

Un lungo messaggio colmo di dolore è apparso oggi sul profilo Facebook personale di Antonino Rocca, (nella foto) il proprietario dei cani che avrebbero causato la morte del corriere Agatino Zuccaro, l'uomo 56enne che nella giornata del 2 gennaio è deceduto in c.da Pagliarello mentre era impegnato nella consegna di un pacco. In attesa dei risultati dell'autopsia che sarà svolta domani dal medico legale Giuseppe Caldarella, esame autoptico che confermerà se il decesso è avvenuto per arresto cardiaco causato da spavento alla vista degli animali oppure per dissanguamento da ferite, Rocca ha voluto così raccontare e raccontarsi in queste righe: "È con un dolore lancinante nel cuore e con una totale angoscia nell’anima che ci stringiamo alla famiglia del povero Tino Zuccaro, un padre di famiglia che ha perso la vita all’interno della nostra proprietà, mentre faceva il suo lavoro. Non vogliamo qui ne difenderci ne giustificare nulla di quello che è successo, spetta alla magistratura e agli organi competenti questo gravoso quanto delicato compito! Qui vogliamo soltanto dire che siamo sommersi dal dolore per il povero uomo che conoscevamo da anni e che inverosimilmente avremo preferito succedesse a noi stessi una disgrazia e non a lui. A questo punto ci sentiamo impotenti di fronte un avvenimento che ha segnato per sempre sia la famiglia Zuccaro che la nostra. Conosciamo l’atroce dolore e il lutto, avendo perso nel passato per una perforazione intestinale non riconosciuta un figlio di diciassette anni e solo pochi giorni dopo mio padre a causa del dolore per il piccolo Walter. Conosciamo il senso di impotenza, di angoscia e di ingiustizia che si prova in questi momenti, pensavamo che dopo quello che è successo a noi nel 2017 avevamo visto tutto nella vita ma evidentemente ci sbagliavamo. ci sentiamo affranti, frastornati immersi in un incubo. Indipendentemente da qualsiasi forma di responsabilità involontaria.. siamo strappati nell’anima! Chiediamo se è possibile, solo rispetto, per un dolore che non si potrà mai cancellare sia per la famiglia del Sign Tino che per la nostra." Intanto La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un’indagine e iscritto sul registro degli indagati il titolare degli animali, accusato di omicidio colposo. Un atto dovuto, necessario a chiarire come siano andate le cose.


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