_
PachinoCamNews
Hotel Celeste opticale
Vendicari Holiday Casa vacanze Terra dei Sapori
Studio Tossani Patrizia rigeneral_world
baywatch

Torna alla lista delle news


Pubblicità


Pomodoro del Camerun venduto a Pachino: le reazioni politiche.

Interventi di Bandiera, Gennuso, Corrao e il Sindaco Bruno.

Pubblicato il 03/02/2018

Pomodoro del Camerun venduto a Pachino: le reazioni politiche.

Ha creato un gran polverone la scoperta della vendita di pomodoro originario del Camerun, in un noto supermercato di Pachino. Un pugno allo stomaco alla patria dove viene prodotto il pomodoro Pachino, famoso il tutto il pianeta. Ecco di seguito le varie reazioni politiche sulla complicata situazione che vede protagonisti accordi, tradimenti politici e sacrifici economici. Edy Bandiera Assessore all'Agricoltura Regione Sicilia dichiara: "Quanto accaduto è il risultato di accordi scellerati tra l’Unione Europea e Paesi Terzi nei quali troppe volte la nostra agricoltura è utilizzata come merce di scambio rispetto a prodotti di altri settori. L’ultimo accordo di partenariato economico tra il Camerun e l’Unione Europea, risale al 2016 ed a fronte dell’esportazione di 1.760 prodotti europei prevede l’ingresso di prodotti camerunensi. Sono accordi che devono essere assolutamente rivisti poiché danneggiano le aziende e accanto a questo pongono il serio problema del controllo dei quantitativi nazionali. Mi chiedo se, chi oggi è deputato ai controlli, riesca realmente a determinarne il quantitativo senza che si sfori in maniera incontrollata sugli ingressi. Non vi è dubbio che ereditiamo una macchina dei controlli non pienamente efficace – continua Bandiera – E’ intenzione del Governo Musumeci potenziare i controlli, rendendoli efficienti ed organici. Viviamo un’emergenza di carattere eccezionale, la nostra agricoltura tra diretto e indotto impiega centinaia di migliaia di operatori, motivo per il quale va immediatamente aperto un tavolo di crisi a livello nazionale per chiedere interventi straordinari e urgenti – conclude Bandiera – Mi rivolgo infine alla Grande Distribuzione Organizzata, con la quale da giorni abbiamo avviato una serrata interlocuzione, alla quale chiedo senso di responsabilità, affinché ognuno possa fare la propria parte per mitigare gli effetti di una crisi che, con l’aggiunta di alte temperature e siccità, rischia di essere dirompente”. Per il deputato ARS Pippo Gennuso si tratta di un vero e proprio scandalo: "Sono costretto a tornare alla carica sull'importazione dall'Africa dei prodotti dell'ortofrutta che stanno uccidendo il nostro mercato e mandando in rovina i produttori delle province di Siracusa e Ragusa. Apprendo con grande sconcerto che a Pachino, terra del "ciliegino", è stato messa in vendita a meno di 1,40 euro al chilo, il pomodoro che arriva dal Camerun. E' più di uno scandalo, quando il nostro prodotto resta a marcire in campagna o dentro i tunnel. C'è chi approfitta di questo caos pagando ai nostri produttori il pomodoro tra 40 e 50 centesimi al chilo, procurando forti guadagni ai chi commercializza e soprattutto alla grande distribuzione. Vendere la merce africana per poi spacciarla come "Igp di Pachino" è reato penale. Si tratta di frode in Commercio. Ci sono poi Paesi extra Ue che utilizzano fertilizzanti e prodotti chimici che sono vietati in Europa. Per l'ennesima volta chiederò all'assessore regionale all'Agricoltura, Edy Bandiera di farsi portavoce nelle sedi istituzionali, come il ministero delle Politiche Agricole, di un malessere fin troppo diffuso, ma anche alle forze di polizia, a cominciare dai carabinieri del Nas, alle Capitanerie di porto, alla Guardia di finanza di fermare nei porti, prodotti che sono nocivi alla salute dei cittadini." Per l'europarlamentare Ignazio Corrao dei 5stelle si stratta di una situazione insostenibile: "Sono al fianco dei nostri produttori ogni giorno a Bruxelles per cercare di contrastare a livello istituzionale le scellerate scelte politiche proprio degli eurodeputati italiani dei partiti di maggioranza, che mentre sul territorio raccontano ai giornali di voler tutelare il Made In Italy, in Europa propongono e votano i trattati di libero scambio che hanno di fatto ucciso la nostra economia. Dobbiamo dire di NO a questa globalizzazione selvaggia e incontrollata che mette in ginocchio i nostri produttori. L’accordo fra Europa e Camerun è stato stipulato nel 2014 con l’entrata in vigore dell’Economic partnership agreement. Questo accordo prevede uno scambio: loro esportano prodotti alimentari in Europa e noi macchinari e parti, prodotti chimici e medicine. Il governo Renzi, allora in carica, poteva opporsi o mettersi di traverso in sede di Consiglio per difendere l’agricoltura italiana e invece per incompetenza o ignavia non ha difeso il Made in Italy!" Per il Sindaco PD di Pachino Roberto Bruno è più opportuno cercare un confronto con la GDO: "Provo rabbia, tantissima rabbia. Per le famiglie, per il prodotto perché mai e poi mai un prodotto africano può eguagliare un prodotto di Pachino. Per qualità, per salubrità, per dimensione sociale che vi sta dietro la produzione. Perché qui ci sono famiglie che fanno gli sforzi per mantenere una dignità del lavoro rispettando le norme che fortunatamente ci sono nella nostra dimensione europea. Altrove non lo so. Temo che non ci siano, né dal punto di vista della salubrità dei prodotti, né il rispetto della dignità dei lavoratori. Vogliamo un confronto con la Grande Distribuzione Organizzata”.


Torna alla lista delle news


Pubblicità