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Attentato a Borrometi: per il cassazionista Caruso Verso è una bufala clamorosa!

La frase estrapolata dalle intercettazioni, ovvero «Bum, devi colpire questo», secondo l’avvocato non sarebbe stata minimamente riferita a Borrometi.

Pubblicato il 16/04/2018

Attentato a Borrometi: per il cassazionista Caruso Verso è una bufala clamorosa!

Scritto da Antonio Di Raimondo - Fonte: www.corrierediragusa.it FONTE QUI «Una bufala clamorosa»: così l’avvocato Luigi Caruso Verso definisce la vicenda del paventato attentato che sarebbe stato orchestrato da presunti boss mafiosi del Catanese e del Siracusano ai danni del giornalista modicano Paolo Borrometi (foto), con una eco mediatica nazionale. In una nota inviata anche alla nostra redazione a firma degli avvocati Enrico e Paolo Caruso Verso dell´omonimo studio legale, il cassazionista evidenzia come la vera vittima di tutta questa storia sia l´avvocato Adriana Quattropani, alla quale è stata data alle fiamme la macchina, con l’arresto dei presunti responsabili. Caruso Verso difende poi il suo assistito dall’accusa di aver ordito «una eclatante azione omicidiaria» ai danni di Borrometi, sostenendo come questa chiave di lettura fornita dagli inquirenti non corrisponda ai fatti, dal momento che non esistono prove concrete relative ad un fantomatico attentato preparato per Borrometi. Anche le intercettazioni divulgate dagli stessi inquirenti, secondo il cassazionista, non dimostrerebbero nulla. «Ma perché non si ammazza, ma fallo ammazzare, ma che c..zo ti interessa»: queste parole pronunciate dal suo assistito, secondo il legale, non costituirebbero altro che una tipica frase dialettale traducibile in «Ma lascialo perdere, non ti curare di lui», in riferimento al giornalista, e che sarebbe suffragata anche dal tono stesso delle parole di chi le ha pronunciate, «illuminato – si legge nella nota del legale – dalla frase conclusiva del «che c..zzo ti interessa» volta ad evidenziare la volontà di non prestare nessuna attenzione a Borrometi, agli antipodi quindi con la presunta intenzione di volerlo fare fuori. Gli inquirenti – prosegue il cassazionista – avrebbero dato a queste frasi una chiave di lettura del tutto opposta, ovvero come se il mio assistito avesse «consigliato» di fare ammazzare il giornalista», travisandole nettamente. La frase estrapolata dalle intercettazioni, ovvero «Bum, devi colpire questo», secondo l’avvocato non sarebbe stata minimamente riferita a Borrometi «Che non c’entrava un bel niente con i discorsi registrati e ai quali peraltro – prosegue la nota dell’avvocato – il mio assistito accusato di ordire un omicidio non ha mai partecipato. Quella discussione – precisa Caruso Verso – si riferisce a soggetti residenti a Pachino (e Borrometi vive altrove) e ad episodi risalenti ai primi anni 90. In definitiva – conclude il cassazionista – ci si riferiva alla circostanza di «dare una calmata a tutti gli sbarbatelli, tutti mafiosi, malati di mafia», senza riferimenti a giornalisti d’inchiesta e men che meno a Borrometi». L’avvocato Caruso Verso chiude la nota sostenendo che «Per perseguire e far punire il cosiddetto giornalista d’inchiesta Borrometi, il figlio del mio assistito aveva già presentato a suo tempo querela alla procura di Ragusa (concedendo al diffamatore la più ampia facoltà di prova) dimostrando con ciò in modo chiaro di voler ricorrere alla magistratura per ottenere giustizia dai torti subiti». Ecco dunque perché, sulla base di questa tesi, l’avvocato Caruso Verso giunge alla conclusione che «La preparazione di un attentato al giornalista Borrometi risulta essere solo una bufala».


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