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La Commissione Prefettizia ha concluso l'indagine: si attende il verdetto sul destino dell'amministrazione Bruno.

Era il 23 Aprile 2018 quando la Commissione Prefettizia si insediò a Pachino per fare luce sull'attività amministrativa.

Pubblicato il 29/09/2018

La Commissione Prefettizia ha concluso l'indagine: si attende il verdetto sul destino dell'amministrazione Bruno.

Dopo aver avuto accesso a vari atti, delibere e determine, sondato ogni carpetta del Comune di Pachino, dopo aver ascoltato decine di persone tra dipendenti comunali, dirigenti, consiglieri comunali ,assessori e anche il Sindaco stesso e dopo aver visionato significativi video che ancora oggi raccontano le dinamiche politiche all'interno dell'aula consiliare, la Commissione Prefettizia giunta a Pachino il 23 Aprile scorso, ha concluso i propri lavori. Fu il sito laspia.it di buon mattino a darne l'incredibile notizia a firma del direttore e giornalista Paolo Borrometi, dove appunto si leggeva l'arrivo della commissione a Pachino, un articolo che nessuno si sarebbe potuto mai immaginare di leggere un giorno, visto i tanti proclami diffusi nel 2014 in campagna elettorale. Eppure, da quel 23 Aprile, sono trascorsi ben 5 mesi ove intense analisi, letture e verifiche hanno aiutato a capire e chiarire la situazione all'interno del Comune. Indagini sull'intera attività amministrativa guidata dal 2014 dal Sindaco dott. Roberto Bruno, assieme agli attuali Assessori Andrea Nicastro (vice sindaco) e quindi Santina Baglivo, Giuseppe Cannarella e Gianni Scala, oltre ai precedenti Giuseppe Nalbone, Gisella Calì, Rossella Burgaretta, Mariella Costa, Carmelo Piccione e Andrea Rabito che si sono succeduti nel corso di questi 4 anni. La Commissione si è insediata per trovare risposta ad una fatidica e importante domanda: ci sono state infiltrazione mafiose al Comune di Pachino? Si sono avvertite delle illegalità all'interno del Municipio? Insomma l'amministrazione Bruno è linda come il lenzuolo bianco appena uscito dalla lavatrice oppure è unta di politica malsana, macchia che persevera nonostante si utilizzi il più costoso detersivo? Domande che prima o poi troveranno delle risposte e che in molti attendono, in particolare modo il 75% dei pachinesi che nel 2014 vollero questo sindaco con i relativi compagni del PD. Come recita l'articolo 143 del TUEL, lo scioglimento è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, al termine di un complesso procedimento di accertamento, effettuato dal prefetto competente per territorio attraverso un’apposta commissione di indagine. Se il Comune di Pachino dovesse essere sciolto a causa di infiltrazione mafiosa, verranno rimossi 25 pubblici ufficiali tra sindaco, assessori e consiglieri comunali, una sorta di reset come quando si formatta un computer. Al municipio arriverà quindi un Commissario esterno che prenderà il posto del Sindaco e sarà lui, nel tempo, a disinfettare ad alte temperature quel lenzuolo macchiato da illegittimità, affinché ritorni lindo e profumato, pronto per far ripartire la città di Pachino per un futuro migliore e privo di "interferenze" esterne.


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