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Bara misura piccola? Ossa spezzate e organi spostati e il coperchio si chiude.

Orrore al Cimitero di Pachino, indagini della Procura e della Squadra Mobile di Siracusa.

Pubblicato il 31/10/2018

Bara misura piccola? Ossa spezzate e organi spostati e il coperchio si chiude.

La Commemorazione dei Defunti è vicinissima, la festa di Halloween anche ma mai nessuno si sarebbe aspettato che, in contemporanea a questi eventi, la cronaca locale potesse trattare temi come il “vilipendio di cadavere”. Le ipotesi, le voci del popolo, il chiacchiericcio...insomma “u trizzanieddu” (detto alla pachinesa) avrebbe avuto conferma, dopo che da lunedì scorso in edicola rimbalzano titoli sconvolgenti, anticipati sul web da innumerevoli siti internet. “Cimitero, cadaveri fratturati per farli entrare nelle bare” oppure “Cimitero di Pachino vilipendio di cadavere” e ancora “Ossa e tessuti spezzati ai cadaveri, l’inchiesta si allarga a Pachino”. Aperture dei quotidiani da far rabbrividire anche i più forti di stomaco e addetti ai lavori che sono sotto l’occhio del ciclone per quanto accaduto ad alcune salme che riposano ( si fa per dire...) al Cimitero Comunale di Pachino. I corpi di due uomini e una donna sono stati riportati alla luce dopo che un esposto indirizzato alla Procura di Siracusa ha allertato gli inquirenti, i quali si sono attivati per risalire agli autori di tali inaccettabili gesta. Come già noto è il 19 ottobre quando le 3 bare vengono aperte al Campo Santo per essere ispezionate dal medico legale Francesco Coco, uno dei più illustri e con maggiore esperienza sul campo autoptico. Secondo quanto letto sui giornali l’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto Gaetano Bono con l’azione degli agenti della Squadra Mobile di Siracusa. Si ipotizza il reato di vilipendio di cadavere, ovvero la manipolazione dello stesso, reato che prevede la reclusione da uno a 3 anni ma se il colpevole ha deturpato o mutilato il cadavere, o commette, comunque, su questo atti di brutalità o di oscenità, è punito con la reclusione da tre a sei anni. I defunti coinvolti sarebbero stati tutti di stazza grande, gente alta e robusta, a volte obesa e che comunque avrebbero richiesto una bara diversa da quella standard, appunto per agevolare “l’eterno riposo”. Purtroppo le cose sarebbero andate diversamente, perchè chi ha provveduto alla sigillatura della bara avrebbe prima frantumato le ossa e spostato qualche organo e tessuto, in modo tale da poter chiudere il sarcofago. Il tutto è riconducibile solo a motivi economici perchè chi ha organizzato codesti funerali, sul quale ci sono verifiche ed accertamenti dalla Procura di Siracusa e dalla Squadra Mobile, avrebbe presentato ai familiari un conto più elevato per via di quelle modifiche effettuate sulla bara del defunto “over”, ignari però di aver pagato per una cassa più grande ma mai utilizzata. E se ci sofferma un attimo pensando su quanta gente di grossa stazza è deceduta negli anni a Pachino e Portopalo nel corso degli anni, la situazione diventa “complicata” per tutti, parenti e familiari in primis. Intanto le forze dell’ordine si sono recati anche presso gli uffici del Comune per individuare le pratiche relative alle dichiarazioni di morte negli ultimi anni. La Polizia sta indagando inoltre sul comportamento in questi anni del personale del Comune di Pachino, addetto ai servizi cimiteriali allo scopo di fare luce sulla regolarità o meno degli iter burocratici. Come appreso dalla carta stampata non ci sarebbero comunque ad oggi persone iscritte nel registro degli indagati, anche se la vicenda avrebbe svelato un fenomeno molto complesso che non si sarebbe limitato soltanto a spezzare ossa o recidere qualche organo per chiudere una bara dell’orrore, ma che avrebbe coinvolto più soggetti facenti parte di un grosso giro d’affari sulle sepolture avvenute a Pachino in passato. Scritto da Ivan Sortino.


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