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Carabinieri in azione a Pachino: arrestati 2 uomini.

Due vicende diverse, la prima evasione dai domiciliari l'altra danneggiamento Monumento dei Caduti.

Pubblicato il 03/11/2018

Carabinieri in azione a Pachino: arrestati 2 uomini.

Fonte e foto: www.pachinonews.it - Nel corso della giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Pachino, impegnati in servizio di perlustrazione sul territorio di competenza, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di evasione Taleb Raifik Ben Hassen, tunisino classe 1976, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia e attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. I militari della Stazione di Pachino, nel corso dei controlli lungo le vie del comune, hanno notato l’uomo fuori dalla sua abitazione. Lo stesso non adduceva alcuna valida giustificazione per il volontario allontanamento dalla detenzione domiciliare. Condotto in caserma, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e successivamente, al termine delle formalità di rito, portato alla casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa, a disposizione dell’Autorità giudiziaria aretusea. Nel corso della nottata odierna i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Noto, impegnati in servizio di perlustrazione sul territorio di competenza, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di danneggiamento Andrea Argentino, classe 1982, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia. I militari, allertati da diverse segnalazioni al numero di emergenza 112, hanno trovato l’uomo in stato di agitazione all’interno del monumento ai caduti sito in Piazza Vittorio Emanuele del Comune di Pachino, dopo aver distrutto una lapide e mentre scardinava una seconda posta sul basamento del monumento. Alla vista dei Carabinieri il giovane ha tentato la fuga, ma, immediatamente bloccato dai militari, non ha fornito alcuna valida giustificazione per l’insano gesto. Condotto in caserma, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e successivamente, al termine delle formalità di rito, portato a Cavadonna a Siracusa, a disposizione dell’Autorità giudiziaria aretusea.


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