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La Lega, Matteo Salvini e Pachino: intervista a Giordano Di Raimondo Metallo.

Sicilia Leghista incontra il militante di Pachino esponendo alcune sue considerazioni politiche.

Pubblicato il 01/12/2018

La Lega, Matteo Salvini e Pachino: intervista a Giordano Di Raimondo Metallo.

“Sicilia Leghista” ama raccontare le realtà dei territori siciliani. A Pachino c’è un bellissimo gruppo della Lega. Oggi il militante Giordano Di Raimondo Metallo, molto attivo nella sua zona, interviene con una bella intervista nel nostro giornale. Egli ha colto l’occasione per esporci alcune sue considerazioni politiche. Buona lettura. Signor Giordano Di Raimondo Metallo come è nata la Lega a Pachino? “Premesso che la Lega a Pachino ha mosso i primi passi in occasione delle regionali con il Movimento Noi con Salvini, nei giorni del commento elettorale dopo le Nazionali, quando a Pachino, Comune più a sud di Tunisi, l’argomento più discusso era che in politica era accaduto uno di quei fatti che cambiano il corso della storia e la politica nazionalista, sovranista e populista (termine usato nella sua accezione positiva) aveva preso la guida del Paese. Molti amici mi contattavano e mi invogliavano a considerare Salvini il personaggio politico del presente e del futuro, che avrebbe potuto salvare l’Italia e naturalmente la nostra Pachino. La lega, pur sempre federalista, recepisce la svolta nazionalista voluta da Salvini e si avvia ad archiviare la stagione delle politiche anti italiane della sinistra, ribellandosi ad una Europa che vuole l’Italia schiava e sottomessa, politiche che noi qui a Pachino abbiamo pagato con lacrime e sangue dei lavoratori. Decisi che era giunto il momento di realizzare il progetto che mi ero posto in occasione delle regionali, costituire un gruppo locale di salviniani che cominciasse a occuparsi di politica locale, in una città che si avvia alle amministrative del 2019 che ha subito tutti gli effetti negativi di una amministrazione locale in linea con gli ultimi tre governi nazionali. Mi sono rivolto al Dott. Leandro Impelluso, Responsabile unico della Lega per enti locali e territorio per la provincia siracusana e a Pierpaolo Capozio, referente intercomunale con delega per il comune di Pachino. Da lì inizia il mio cammino nella Lega che ha portato a risultati più che ottimi soprattutto nella fase di tesseramento che ha interessato il partito, anche grazie ai consigli e all’esperienza dell’amico, ed ex assessore comunale, Giorgio Guarnaschelli”. La Lega siciliana lotta per fermare l’immigrazione, lei è soddisfatto dei risultati ottenuti? “Il problema immigrazione rappresenta a Pachino il problema del salario di chi lavora e soprattutto degli agricoltori, braccianti e produttori del nostro pomodorino Pachino. Nelle nostre campagne viene richiesta manodopera a basso prezzo, in quanto la crisi agricola dei prezzi, causata dalle importazioni incontrollate che fanno concorrenza sleale, viene combattuta facendo lavorare per troppe ore e pagando sempre meno i lavoratori. Le paghe e i contratti di lavoro, e la dignità dei lavoratori, sono contrattate al ribasso, anche a causa di una offerta crescente di manodopera in nero a fronte di paga oraria e ore di lavoro disumane. E poi c’è la crisi dei prezzi di vendita e l’importazione incontrollata. Ecco la necessità di controllare i flussi migratori, accettando solo i regolari in cerca di un lavoro fatto di sudore e dignità. Per questo siamo soddisfatti della politica della Lega e della lotta rivolta alla presenza di clandestini, spacciatori, e delinquenti nel territorio. Ci aspettiamo inoltre che siano portate a termine le azioni intraprese per bloccare l’importazione di quelle merci scadenti immesse nel mercato alimentare senza tracciabilità”. Avete fatto proposte per tutelare il vostro storico pomodorino? “Certamente, appena costituiti in gruppo, cominciammo a studiare la questione “Pomodorino di Pachino”, e contattammo i sindacati datoriali più attivi in zona, Unicoop e Coldiretti. Già in estate avevo messo nero su bianco la problematica per tutelare la struttura dell’impresa familiare, e comunque di quelle forme aziendali che riescano a garantire dignità al lavoro di tutti gli operatori, privilegiando certamente le competenze degli operai locali quali conoscitori dei segreti unici della tradizione rurale pachinese. Il lavoro svolto con sacralità nella cura delle piante di pomodori, ha portato ad affermare un Brand di valore sul mercato , oggi messo in concorrenza con pomodori che non hanno la qualità del nostro prodotto. I pachinesi, ed in genere i Siciliani, sanno conferire quel sapore unico al prodotto attraverso la passione di cui noi soli al mondo siamo capaci. Per questo diciamo che prima vengono i pachinesi”. Cosa ci dice sull’apporto organizzativo del Senatore Candiani alla Lega in Sicilia? “Il Senatore Candiani ha rivoluzionato la nostra visione della politica di partito in Sicilia. Attraverso regole chiare , ha spiegato che la Lega in Sicilia è il partito dei sostenitori, dei militanti e della meritocrazia. È aperto soprattutto a chi è più bravo di noi e dunque ci aspettiamo l’entrata di politici Siciliani consapevoli dei principi di partito, politici apprezzati nei loro territori per aver fatto bene. Sicuramente è intenzione della Lega che non si creino lotte intestine, correnti e cordate. La regola principale che ci hanno insegnato é quella di servire la Lega. Qui a Pachino una tappa importante saranno le amministrative del 2019 dove chiederemo al Senatore Candiani tutta la sua esperienza per tirar fuori il nostro comune, dalla situazione deficitaria dei conti in cui versa, attraverso i mezzi previsti dal testo unico degli Enti Locali”. Come vede il futuro di Pachino? “Il nostro impegno è incondizionato e illimitato e volto a far riscoprire magari una Pachino, città eccellentemente produttiva attraversata da notevolissimi flussi di denaro, annoverata tra i comuni più virtuosi e di traino per tutta l’economia provinciale”. Fonte: www. sicilialeghista.wordpress.com


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