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Pachino: la guardia medica rimane chiusa

PACHINO – è passata una settimana dal sit-in di protesta organizzato dalla Cgil, contro la chiusura delle guardie mediche ordinaria di Pachino e turistica di Marzamemi, per carenza di personale medico. Il manager Dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, dopo il sit-in aveva annunciato la riapertura della struttura di contrada Cozzi in tempi brevi, dopo aver eseguito un’ulteriore ricognizione di personale, ma ad oggi le porte delle strutture sanitarie sono ancora chiuse.

Il segretario generale Cgil Siracusa, Roberto Alosi, ed il segretario generale funzione pubblica, Josè Sudano hanno dichiarato: “Non ci bastano le rassicurazioni a mezzo stampa fatte dalla Direzione Generale rispetto ad un impegno a trovare soluzioni che ad oggi non hanno prodotto alcun risultato. Purtroppo la carenza di personale sanitario, che la Cgil denuncia da ormai troppo tempo, si è acuita con il manifestarsi della pandemia da Covid-19, che oltre a mettere in crisi il fragile sistema sanitario nazionale, regionale e territoriale ha prodotto effetti travolgenti sull’assistenza territoriale locale da sempre la cenerentola della sanità.

Nel nostro territorio questo ha avuto un impatto ancora maggiore per la grande privatizzazione della sanità che nella nostra provincia ha tolto risorse economiche alla sanità pubblica e quindi alla sanità territoriale, in quantità non riscontrabili in nessun’altra parte del territorio siciliano. Ma c’è dell’altro e cioè una Direzione Generale dell’Asp di Siracusa che ha dimostrato di non avere una visione strategica adeguata della medicina territoriale. Manca una minima organizzazione di prospettiva e di prevenzione dei problemi facilmente prevedibili. Non si può dire a buoi ormai fuggiti che non si trovano medici per coprire i turni di guardia. E’ ancora vivo in noi il ricordo della disorganizzazione dei mesi di marzo e aprile 2020, quando in piena pandemia, che ha travolto e si è scaricata sugli utenti e sugli operatori sanitari, molti dei quali si sono contagiati e ricoverati, è stato necessario l’intervento di un team di esperti esterni all’Asp di Siracusa, per porre un argine al dilagare del Covid-19 negli ospedali del territorio siracusano.


Non ci vogliamo sostituire alla Direzione Generale dell’Asp ma siamo convinti che le soluzioni esistono a cominciare dalla razionalizzazione delle enormi risorse umane ed economiche che sono dedicate ad altro.A noi sta a cuore la risoluzione del problema e quindi se può servire siamo pronti e disponibili al confronto. Una cosa è certa non potremo tollerare che a un territorio venga negato il diritto fondamentale alla salute
”.

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